Here's some stuff Lovati has liked. To find more cool stuff, check out Explore »

ferrigato says...

 

Google e chi altri, implementa la funzionalità di monitorare il buzz generato tra i propri contatti nei social network.
Basta importare nel proprio profilo le specifiche delle piattaforme a cui si è iscritti.
Non solo: possibilità di filtrare i risultati in base alla fonte di provenienza (blog, forum...)
Vedo ciò che si dice, il brusio delle persone su un determinato tema, brand o prodotto.

La verità è che google capisce la novità rappresentata dalla qualità delle informazioni: il giudizio, le valutazioni delle persone.
Una cosa è se il mio brand è presente su un sito, viene menzionato per un evento o promosso su un portale di e-commerce (ovvero la serp classica); un'altra è il giudizio che ne da una persona, potenziale acquirente o comunque elemento capace di influenzare il giudizio altrui. 

Si monitora il buzz perchè il giudizio è terzo rispetto alla provenienza e quindi ha un valore per chi lo legge cioè influenza tanti lettori.
Si guarda al buzz in quanto è una forma di ricerca di mercato non viziata da contesti simulati.

Consiglio in chiusura questo chiaro post di  Juliette Bellavita su BlogoSfere.


sachin says...

See, Twitter decided early on that it wasn't going to pander to its original base. Smartly, Twitter decided to ignore the demands of edge-case geek users like Robert Scoble, and instead focus on mass appeal, celebrities, and building out the core platform. The robust and easy-to-use Twitter API has spurred a flourishing ecosystem of third-party apps.

Tumblr's doing the opposite. Rather than focusing on expanding its audience and making it into a valuable platform, it's coiling in on itself, doubling down on the un-monetizable memes that its core users love -- like pictures of sharks and cats. A non-Tumblr user joining the site would have no idea what the fascination with cats and sharks is all about. It's totally self-referential.

 

An interesting article about how Tumblr is really focusing on their core user base and adding features *those users* find valuable.

This is definitely an important concern when building a new company, but not as black and white as this post makes it seem. Posterous was always meant to have mass appeal, get millions of *new* people blogging. But at the same time, we have to take care of the early adopters, without them we wouldn't be here today.

We've had to make some hard decisions already, to work on features that will really help us grow rather than features that are fun or were requested by a prominent user. This is only going to get harder from here. It's all about balance.

Filed under: Posterous, Tumblr

scobleizer says...

Oh, so funny!


scobleizer says...

I'm now posting on Posterous. You can blame the FriendFeed community and Steve Rubel for this.


garry says...

Here's a new little feature we just added, by popular demand. You can enter an image URL on its own line anywhere in a post, and we'll expand the image. What's new? Now we automatically download/host it too.

To do this in your web browser, just right click the image and choose "Copy Image Location". Then paste it into your email or new post editor window.

So this... http://icanhascheezburger.files.wordpress.com/2009/06/funny-pictures-cats-eat-a-watermelon.jpg

Becomes this...

The same magic also happens when you use the Posterous bookmarklet. It's a special bookmark that lets you grab things from pages, and images get pulled down so you don't have to worry about hotlinking, which is frowned upon in the blogging world.

If you're wondering if you can paste a whole bunch of urls in a row-- you can. Just make sure each is on its own line, and we'll do the rest.

Sharing images from the web on your posterous just got easier. Questions? Fire us a line at help@posterous.com.


brett says...

Embedding a Google Map in one of your posts could not be simpler. Just grab the map link from Google Maps and drop it on its own line into your email or our web based post editor. We'll expand it into an interactive map for you.

So if I wanted to show people where I've been staying lately I paste this link into my post:


View Larger Map

And I get a map like this:

View Larger Map

What's more, Posterous is now taking advantage off all the location data that you're sending us encoded in your images. So when I add the following image to my post:

Posterous looks up the the geocoordinates encoded in it and displays the name of the place with a link that expands into a map. Check out the bottom of this post just above the comments to see where the photo was taken. If you really don't want everyone knowing where you've been taking pictures you can turn this off on your site's settings page. (Note: this is turned off for all sites that were created before this post was posted, so if you have an existing site you'll need to go to your site settings to turn this on).

I'm Brett, by the way, and I'm new here. Thanks to everyone for the warm welcome.

Filed under: New Features

Steve says...

A little over five years ago, sites like Typepad, Blogger and WordPress dazzled by empowering anyone to instantaneously share his or her thoughts with the world; My how times change. Today, however, in a world where thousands of status updates and tweets whiz by our screens every hour, blogging arguably feels slow.

So is blogging dead? It depends on who you ask. After all, TMZ and Mashable are blogs and they’re doing quite well. However, it’s definitely time for a closer examination of the blog – where it sits today and where it’s going.

Over on Mashable we are exploring this further by setting up a mind map that can be edited by anyone who signs up for MindMeister. Please edit it! Tell us what are we missing here. How can we paint a more comprehensive view of where blogging is going? Help us shape the right picture and we’ll report back on what we learned. It's also embedded above.

Filed under: blogs, mashable, mindmaps, streams, trends

ferrigato says...

Vi racconterò in ordine sparso una serie di punti di forza che varie figure istituzionali libiche hanno proposto alla platea intervenuta in Camera di Commercio all'evento "Sviluppo delle relazioni economiche tra Libia e Italia - Lombardia: le nuove opportunità di affari nel paese":

  • gli investimenti nel paese sono aumentati in maniera esponenziale
  • la creazione di una free zone dedicata all'Italia
  • la Libia può essere una delle possibili piattaforme logistiche per l'Africa
  • l'Africa cresce ad un tasso superiore al 7% e la Libia, con il suo leader storico, ha un ruolo politico di sempre maggior peso
  • c'è una relativa stabilità e modernità nel quadro normativo: salvaguardia della proprietà intellettuale, facilità nel rimpatrio degli utili...
  • nessuna tassa per i primi 5 anni di attività e grandi agevolazioni per i successivi 3
  • i partner libici sono dei buoni pagatori; dai dati emersi dalle camere non risultano mancati pagamenti se non per minime contestazioni sulle forniture
  • vi è stata un semplificazione nelle modalità di partecipazione agli appalti: non è più necessario costituire ex-ante una filiale in loco
  • la bilancia commerciale del paese vede l'Italia come primo partner capace di staccare di molti punti % gli altri interlocutori europei
  • i libici sono abituati per i motivi suddetti a comprare italiano 
  • sembrano almeno in parte superate le tragiche eredità del passato coloniale
Insomma la Libia viene presentata come una grande opportunità soprattutto per l'Italia.
Vogliono crescere avendo come interlocutore privilegiato il ns paese.
Siamo di fronte a una domanda di quasi 6milioni di persone, la manodopera ha i costi noti e i regimi fiscali sono generosi.
Ci viene chiesto un approccio che vada oltre il mero scambio commerciale, vogliono creare imprese libiche che competano sui mercati mondiali e chiedono agli imprenditori italiani il know-how necessario. Vogliono partnership che non necessariamente richiedano investimenti diretti.

Sicuramente è un'opportunità da vagliare come in generale lo è tutto il Nord Africa. 


ferrigato says...

Due parole sulla realtà per chi non la conoscesse: si tratta di un gruppo italiano leader a livello internazionale per la produzione di carta ad uso igienico. Tra i brand posseduti attiene alla cultura di qualsiasi consumatore il mitico Rotolone Regina.


Vi voglio raccontare un paio di interessanti riflessioni fatte dall'AD del gruppo in un suo intervento presso la SDA Bocconi e nello specifico durante uno degli appuntamenti della Marketing Community:
  • per internazionalizzare è necessario esportare la produzione - si proprio così, quanto un prodotto di consumo ha la caratteristica dell'ampio volume si ha convenienza a trasportarlo rispetto al sito di produzione sino ad un certa distanza. Al di la di questa entità si ha vantaggio a riproporre un insediamento produttivo limitrofo. L'AD spiegava come per loro il limite di efficienza sia stimabile interno ai 350km.
  • l'importanza dello spazio nella GDO - ci è stato spiegato come uno dei segreti del successo dei rotoloni ovvero lunghi rotoli in dimensioni compatte, sia stato proprio la capacità di esprime tanto valore in poco volume, fondamentale per una logica di efficienza degli scaffali nella GDO. Pur rappresentando un indiscusso vantaggio anche per il cliente finale, la cosa fu accolta piacevolmente negli ambienti della grande distribuzione in quanto permetteva di esprimere più valore nella medesima unità di spazio.
Logiche a mio parere interessanti da trasporre con prodotti dalle medesime caratteristiche.
Pensare lateral, trasponendo concetti da ambiti diversi è una delle strade per innovare.


ferrigato says...

Stai cercando lavoro, vuoi cambiarlo, hai bisogno di nuove prospettive?

Bene prova a pensare diversamente, non affidarti alle solite banche dati, non considerare che esistono solo i seppur raffinati strumenti web es. per la cronaca www.simplyhired.it/.
Non cercare, fatti trovare promuovendo te stesso. 
Correggo il tiro allo scritto, non voglio apparire come un motivatore. 
Dico che fino ad ora si è pensato a creare strumenti per far incontrare domanda ed offerta di lavoro, dimenticandoci che spesso le figure si scelgono per conoscenza. 
Rettifico nuovamente: non parlo dell'indecenza molto italiana di scegliere chi conosco solo per il fatto che lo conosco. Opto per lui perchè ho consapevolezza delle sue capacità. La conoscenza per eliminare
la mancanza di informazioni sui soggetti.

Sviluppare il concetto pensandosi come un brand che deve farsi conoscere.
Perchè è importante l'analogia? Per il fatto che come ogni brand devi ragionare su ciò che sei, che ti piace anche se non necessariamente legato alla tua formazione e storia professionale. Un brand portatore di valori che non possiede viene rigettato dal mercato, allo steso modo non ci si può promuovere se non per quello che si è. Lavorare sulle proprie passioni ci da la forza di intraprendere e continuare un cammino come quello che vi sto descrivendo.

Sfruttare poi gli strumenti sociali su web che ci permettono di intessere relazioni e conoscenze.
Prima si ragionava sulla stretta cerchia di conoscenze, oggi si può amplificare il fenomeno allargandosi verso orizzonti insperati.
Partecipare con passione alle conversazioni, buttarsi mettendosi in gioco, accettando critiche e confronti.

Ho sentito dire da più parti che la ricerca del lavoro è un lavoro non remunerato o meglio un investimento.
Per quanto mi riguarda deve essere un im pegno pensato e ragionato con creatività.
Spero che questo concetto non sia apparso come cinico e materialista.
Farsi conoscere, dire chi si è e se poi si trova un lavoro che male c'è. 
Il lavoro fa parte della realizzazione personale, non è solo una fonte di remunerazione.
I segreti sono passione al tema, voglia di confrontarsi e valutare il lavoro come piacevole effetto collaterale.

Essere sociali per la meraviglia di esserlo ma anche con un occhio alla propria realizzazione ovvero il lavoro!